Dipendere da chi amiamo è una modalità relazionale che compare fin dalle prime fasi dello sviluppo, ed è proprio sullo strutturarsi di questa capacità che si creano le basi per la nostra crescita e il nostro evolverci in ciò che siamo oggi.

Come per le altre forme di dipendenza, anche per quanto riguarda la categoria delle dipendenze affettive, si passa dalla dipendenza sana a quella patologica.

Quando si innamorano, le persone con dipendenza affettiva, manifestano un forte attaccamento nei confronti del partner, quasi se non riuscissero “ad esistere” al di fuori della relazione con l’altra persona. Spesso, si scontrano con vissuti di vuoto, colpa, rabbia, bisogno disperato, sentendo di star “vivendo realmente” sono se si resta insieme all’altra persona.

La paura domina la vita della persona con dipendenza affettiva, soffocando il suo sviluppo individuale e sopprimendo qualsivoglia desiderio o interesse personale, in virtù dello stare insieme all’altro, che diventa uno strumento di salvezza e il senso del suo valore finisce per dipendere esclusivamente dall’approvazione dell’altro. 

A differenza dell’amore dipendente, l’amore sano è dinamico, basato su uno scambio reciproco e su una crescita che è sostenuta dall’altro, nel prendersi cura insieme del legame.
Nella dipendenza affettiva, al contrario, gli scambi sono segnati dalla paura di perdere l’altro, di deluderlo, o che lui possa allontanarsi e questo a lungo andare porta alla distruzione del rapporto di coppia.

Ci sono segnali tipici che si possono rintracciare nella dipendenza affettiva:
  1. Ebrezza: Il partner diventa essenziale per il benessere.
  2. Dose: Si cerca sempre più la presenza del partner, trascurando le proprie attività quotidiane. La vita si concentra interamente sul partner, lasciando emergere una bassa autostima.
  3. Perdita dell’Io: C’è il rischio di perdere la propria identità, seguito da vergogna e rimorso. La dipendenza viene percepita come un meccanismo di fuga.

Nel caso della dipendenza affettiva, questa spesso colpisce donne fragili alla ricerca di un amore che le gratifichi; sono spinte da esperienze passate di maltrattamenti o abusi, e questo porta al generare rapporti di sottomissione.
Si verifica una profonda negazione di sé, con la conseguente paura della separazione e dell’abbandono da parte del proprio partner.

La co-dipendenza è un concetto strettamente legato a quello della dipendenza affettiva, nel quale si verifica una preferenza dei bisogni dell’altro, rispetto ai propri in quanto “l’altro ha bisogno di me”.

Per le persone co-dipendenti, il controllo sul partner può diventare una necessità, portando a forme di legame che diventano eccessivamente controllanti e potenzialmente distruttive. In questo caso, la debolezza dell’Io della persona co-dipendente la spinge inconsciamente a coinvolgersi con un partner disfunzionale come elemento di sopravvivenza.

Ricordiamo sempre che un rapporto sano è basato sull’equilibrio e sul rispetto reciproco, non sulla necessità di completarsi attraverso l’altro.

Se pensi di avere problemi di dipendenza affettiva o se hai domande sul concetto di “cristallizzazione”, non esitare a contattarmi. Sono qui per aiutarti a navigare le sfide dei rapporti di coppia.

Dott.ssa Valentina Troiano


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